“VOLONTARIATO ED AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA” - Ed. SEAC, Roma, 1996 .

Interventi di: Don Vinicio Albanesi -  Luisa Allegri - Rita Andrenacci - Vincenza Bonifacio - Claudio Calvaruso - Celso Coppola - Luigia Culla - Mirta Da Pra Pocchiesa - Livio Ferrari - Fabio Finazzi - Giovanni Maria Flick - Giovanna Gioia - Maria Pia Giuffrida - Gian Paolo Manganozzi - Alessandro Margara - Salvatore Piromalli - Giovanna Pugliese - Paola Springhetti.

 

Dall'esperienza maturata in questi anni di impegno solidale e volontario a sostegno delle persone detenute, il Seac ritiene sia stata trascurata e assai poco sentita la dimensione politica del volontariato, sia da parte delle istituzioni sia da parte dei volontari stessi. Mentre è nel senso e nelle funzioni del volontariato questa prerogativa, perché non può e non deve fungere solo da propulsore assistenziale rivolto alle povertā e disagi estremi, ma deve porsi come soggetto che incide nelle scelte culturali ed operative, che sono quelle che determinano l'aumento o la diminuzione delle situazioni di emarginazione, disagio e povertā.

Il 29° convegno nazionale di questa Organizzazione nasce da detti presupposti e, considerata la dinamica dell'azione e i luoghi di intervento, pone questo accento qualitativo nell'incontro tra "Volontariato ed Amministrazione della Giustizia". Per i volontari penitenziari essere consci del proprio ruolo politico significa aver colto la dimensione temporale dello stesso. Il volontariato, infatti, è una manifestazione sociale che trova linfa nella cultura mutante di questa societā e, perciò, possiamo con certezza affermare che l'aspetto politico e culturale sono estremamente correlati. Sotto i riflettori di questa azione di solidarietā è l'essere umano, con tutti i collegamenti che la vita sociale esprime, come i rapporti con le istituzioni e con la comunitā.

Il volontariato si ritrova a fungere, spesso in modo improprio e con un ruolo negativo di supplenza, da propulsore e promotore dei diritti e dei bisogni delle persone più deboli. Esistono contraddizioni, rischi ed ambiguitā nel rapporto con le istituzioni che possono intaccare il ruolo di coscienza e critica che ha il volon­tariato. La collaborazione tra pubblico e privato non deve essere strumentale, ma contraddistinguere con trasparenza i rapporti, per un beneficio di cui si avvantaggi tutta la societā.