Il  Centro Francescano di Ascolto di Rovigo è stato iscritto, in data 24 febbraio 2006 con numero di iscrizione A/424/2006/RO, alla prima sezione del “Registro degli enti e delle associazioni che svolgono attività a favore degli immigrati” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione, ai sensi dell’art. 54 del Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, così come modificata dal Decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n. 334.

 

 

Attività svolta a favore di persone immigrate

Nonostante l’integrazione degli stranieri non sia indicata in maniera specifica tra i fini statutari del Centro Francescano di Ascolto, essa sembra ben inscrivibile, anzitutto, nell’ambito della promozione della solidarietà civile, sociale e culturale, espressa nell’art.6 dello Statuto come obiettivo primario dell’attività dell’associazione. Nell’art. 7 dello stesso, inoltre, è esplicitata la piena intenzione del Centro a svolgere un’azione a favore di chiunque si trovi in condizione di difficoltà, disadattamento ed emarginazione. In questo senso, il Centro Francescano di Ascolto è venuto in contatto, fin dalla sua fondazione (1988), con persone immigrate che ad esso si sono rivolte presentando un ampio spettro di richieste, in particolare modo relative ad inserimenti socio-lavorativi.

La realtà provinciale di Rovigo ha vissuto un aumento massiccio della presenza immigrata soltanto negli ultimi anni, piuttosto in ritardo, quindi, rispetto alla media regionale e nazionale. Il Centro Francescano di Ascolto ha ritenuto opportuno strutturare al suo interno un servizio specifico per persone immigrate, gestito da volontari dotati di una preparazione in materia, cercando al contempo di gettare le basi per una collaborazione con enti pubblici e privati. Il servizio, o meglio la serie di servizi che si sono approntati, vogliono proporsi, con un’identità precisa e facilmente identificabile dalla popolazione immigrata, come una valida alternativa ai servizi istituzionali, non sempre efficienti sul piano dell’accessibilità.